INCARNAZIONE E CUSTODIA DEL CREATO
SALA "SANTA CROCE" - AUDITORIUM DELL'UNIVERSITA' QUARTIERE LATINO - TREVISO
Martedì 11 ottobre 2016 - ore 20:30/23:00
INGRESSO LIBERO
DOCUMENTAZIONE
ALBINO BIZZOTTO
Presbitero cattolico veneto (Vicenza, 1939).
Ordinato sacerdote nel 1963, durante gli anni ottanta visita alcuni paesi dell'America Latina, che segneranno il suo percorso pastorale e le sue idee politico/sociali. Promotore di varie iniziative volte alla pace ed allo sviluppo dei paesi del sud America e nel resto del mondo, nel 1985 fonda l'associazione "Beati i Costruttori di Pace", un'organizzazione per la pace ed il disarmo nel mondo. Nella piccola struttura vengono aiutati quotidianamente decine e decine di bisognosi. Emarginato dalle gerarchie e amato dai poveri, diventa punto di riferimento con don Tonino Bello del pacifismo italiano. Nel 1992 organizza una marcia nonviolenta nella Sarajevo assediata, coinvolgendo cinquecento giovani folli a cui si unirono don Tonino Bello e Mons. Luigi Bettazzi.
È anche sua l'iniziativa di fondare e dirigere la locale "Radio Cooperativa" che trasmette da Padova quasi tutto il Triveneto, definendosi come una radio di "contro informazione".
MATERIA, NATURA, CORPI VIVENTI LUOGHI DELL’INCONTRO E DELLA COMUNIONE TRA DIO E L’UMANITA’
La riscoperta dell'evento dell'Incarnazione di Dio in Gesù di Nazareth, evento fondante che va riconsiderato per la sua centralità e quale condizione imprescindibile dell’annuncio evangelico e del suo reale significato, fa crescere in noi lo stupore di fronte all'evidenza di un Dio, Amore, che sempre ci precede e che ci pone di fronte ad una gioiosa e piena rivalutazione della nostra ed altrui umanità, e nel contempo di tutto ciò che più concretamente - il creato, la natura, la materia, il corpo - costituisce l’habitat ed il luogo del nostro vivere quotidiano.
A dispetto di una tradizione “cristiana”, non propriamente evangelica, che - a partire da una più tardiva “teologia” del peccato originale - ha posto il peccato al centro della sua ragion d’essere e della vita della chiesa e della società, sempre sottolineando e contrapponendo l’alterità di anima e corpo (dualismo derivato dalla cultura greca e privo di radici bibliche), con generale sottovalutazione, mortificazione e denigrazione di quest’ultimo, ci troviamo di fatto davanti ad un vero e proprio ribaltamento di senso e di prospettive. Riscopriamo infatti che Gesù Cristo, l’Emmanuele, il “Dio con noi”, è il Dio della Vita e dei Viventi, preoccupato ed attento prima di tutto della qualità della nostra vita e della nostra umanità; un Dio che è in noi e tra di noi, che ci cammina a fianco, incarnato in ogni uomo e nella bellezza delle cose che costituiscono la natura, il nostro lavoro, il nostro quotidiano, tra cui anche la materialità dei segni eucaristici del pane e del vino. Ecco allora la sacralità di ogni Uomo e del Creato, i luoghi abitati dallo Spirito in cui si realizza la storia e la comunione tra Dio e l’Umanità.
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MAURIZIO PALLANTE
Nato a Roma nel 1947, laureato in lettere, è stato dapprima insegnante e preside. Ha poi svolto attività di ricerca e divulgazione scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia ed economia, con particolare riferimento alle tecnologie ambientali. Nel 1988, in particolare, con Mario Palazzetti e Tullio Regge, è stato tra i fondatori del Comitato per l’uso razionale dell’energia (CURE). A quell'epoca fu anche assessore all'Ecologia e all'Energia del comune di Rivoli (TO). Successivamente, è stato consulente per il Ministero dell'Ambiente riguardo all'efficienza energetica.
Nel 2007 è stato il fondatore del Movimento per la Decrescita Felice [sezione italiana], di cui è leader. Ne dirige le edizioni. È autore di molti saggi pubblicati da diverse case editrici ed ha collaborato a diverse testate giornalistiche.
PROPOSTE PER UNA VITA DI RELAZIONE ED UNA ECOLOGIA INTEGRALE
A partire dagli atti fondamentali della respirazione e dell'alimentazione, la vita di ogni individuo, a qualsiasi specie appartenga, è costituita da una serie di relazioni con altri viventi, con i fattori abiotici e con le caratteristiche morfologiche dei luoghi in cui vive. Sulla trama di queste relazioni si costituisce il suo essere.
A differenza dell'antropocentrismo di derivazione cartesiana, che definisce filosoficamente la superiorità ontologica degli esseri umani su tutti gli altri animali e ne deduce il loro diritto a sottometterli e a utilizzarli ai propri fini, la concezione filosofica che considera l'essere di ogni vivente come intreccio di relazioni con gli altri viventi ... ha un fondamento scientifico nell'ecologia. Occorre finalmente smettere di credere che “Dio ha destinato la terra e tutto ciò che contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli” (cfr. Gaudium et Spes, Populorum progressio).
Tutte le violenze esercitate dalla specie umana sulla biosfera e sulle altre specie viventi, dai Paesi sviluppati sui popoli dei Paesi sottosviluppati e, nei Paesi sviluppati, dalle classi sociali dominanti sulle classi sociali più deboli, sono finalizzate a sostenere la crescita della produzione di merci: a controllare politicamente e militarmente le zone del mondo che contengono le materie prime, in particolare i giacimenti di fonti energetiche fossili, a impedire una loro più equa distribuzione tra la popolazione mondiale, ad aumentare i profitti delle classi dominanti, a incrementare la domanda di merci incentivando l'avidità di coloro che hanno più del necessario e accrescendo il numero di coloro che non possono procurarsi i beni necessari alla vita se non comprandoli.
Solo abbandonando la finalizzazione dell'economia alla crescita della produzione di merci è possibile ridurre le iniquità tra gli esseri umani e la violenza nei confronti di tutti i viventi, esseri umani compresi.
