L' INCARNAZIONE E IL SACRO
L'INCARNAZIONE E IL SACRO
Treviso - Venerdì 19 maggio ore 20:30/22:30
Sala “Santa Croce” - Auditorium dell'Università Quartiere Latino
INCONTRO CON IL TEOLOGO
JOSÉ MARIA CASTILLO
DOCUMENTAZIONE
Il sacro non sta più in luoghi, pratiche e rituali chiusi, circoscritti e per alcuni eletti, ma - alla luce dell’Incarnazione e del Vangelo - ogni recinto, anche labirintico, si rompe e si apre per divenire realtà aperta, rivolta a tutti e a ciascuno.
La dimensione del sacro è cuore comune di tutte le religioni, è l’ambito della presenza e della manifestazione del divino. Ma sacro (come santo) indica in genere divisione, separazione e quindi una realtà esclusiva e non inclusiva. Si può definire sacro un luogo o uno spazio particolare – ben definito e circoscritto perimetri o da muri (come un recinto, un tempio, un santuario…) – dove fare una qualche esperienza del divino; ma sacro può anche essere un tempo, e sacra è anche un’azione, un rituale. Così gli “attori” del sacro divengono persone sacre, delegati alla mediazione ed all’accesso al divino; e quanto si usa per l’azione sacra diviene a sua volta oggetto sacro. Anche il sacrificio, con il suo potenziale di aggressività e di violenza, è legato al sacro e alla sua radice. Dal sacro discendono inoltre le categorie di puro ed impuro, categorie discriminanti e non inclusive.
L’Incarnazione pone, al contrario, il sacro, ovvero la presenza e la manifestazione del divino direttamente nell’Uomo, nell’Altro, nelle Relazioni, nella fragilità umana, superando la necessità delle intermediazioni. E l’Uomo è il nuovo “tempio” ed è giunto il momento di adorare Dio, il Padre e il Vivente, non in un luogo, ma in “spirito e verità”.
Non è quindi forse il tempo per scoprire la sacralità del Tutto, dell’Uomo e della realtà Vivente in particolare, una sacralità dell'Alterità, delle Relazioni e del Creato?
JOSÉ MARIA CASTILLO
Teologo cattolico spagnolo (Granada, 1929), vicino alla scuola della “Teologia della Liberazione”, è il teologo della “umanizzazione di Dio”, uno dei “migliori teologi a livello internazionale per la sua sapienza e per la capacità di farci scoprire il volto umano di Dio” (A.Maggi).
Laureato in Filosofia e Teologia presso la Facoltà Teologica di Granada e dottore in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, è stato professore di teologia dogmatica presso la Facoltà di Teologia di Granada e professore invitato presso l’Università Gregoriana di Roma, alla Pontificia Università Comillas di Madrid e alla Università Centroamericana (UCA) di El Salvador.
Già Vice Presidente dell’Associazione dei teologi Giovanni XXIII, ha organizzato corsi,
conferenze, seminari, in tutta la Spagna e l’America Latina.
Nel 2011 ha ricevuto il titolo di Dottore Honoris Causa dall’Università di Granada.
E’ autore di diversi importanti testi teologici, di cui alcuni tradotti e pubblicati in Italia; tra essi Simboli di Libertà: analisi teologica dei sacramenti (1983) e i più recenti: Dio e la nostra felicità (2008), Vittime del Peccato (2012), Teologia popular (3 volumi, 2012-13), L’umanità di Dio (2014), La laicità del Vangelo (2016), La Humanidad de Jesús (2016).
